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Medita 2.0 – L’editoria ai tempi del web

24 Novembre 2009

L’ Associazione Culturale “IcreAttivi”

presenta

Medita 2.0 – L’editoria ai tempi del web
Tavola rotonda dedicata al mondo dell’editoria ai tempi del WEB 2.0

Con il contributo della Regione Lazio

Giovedì 26 novembre 2009 – Ore 16.00
Città dell’Altra Economia
Largo Dino Frisullo, Roma

L’editoria, il giornalismo, il pensionamento (o meno) del cartaceo, temi centrali della tavola rotonda durante la quale operatori del settore, sociologi, scienziati della comunicazione, librai, blogger, facebooker, citizen journalist e appassionati, potranno scambiarsi opinioni e cercare nuovi stimoli attraverso un dibattito libero volto alla creazione di un network dei network.

Il tema portante è la risposta alle seguenti domande: È la fine dell’editoria? È l’inizio dell’editoria? I partecipanti saranno invitati ad analizzare le questioni legate all’editoria tradizionale che si scontra/incontra con il web.

La moderazione sarà affidata ad Alessandra Sannella, Sociologa.

Introducono
Enzo Foschi – Vicepresidente della commissione Cultura della Regione Lazio
Giuseppe Gerace – Consigliere Municipio Roma II

Partecipano
Francesco Florenzano – Presidente Upter e Unieda e Direttore editoriale Edup
Paolo De Nardis – Professore ordinario Sapienza Università di Roma.
Luisa Capelli – Direttrice Editoriale Meltemi Editore.
Alberto Castelvecchi – Presidente Castelvecchi Editore.
Majid Abder Rahman – Amministratore Wikipedia.
Maria Laura Gargiulo – Comitato redazione Edilet, scrittrice e saggista.
Giacomo Bruno – Presidente Bruno Editore.
Carmelo Greco – Presidente Associazione Méditerranée – Esperto in Cooperazione Sociale.
Roberta Miracapillo – Presidente Legambiente Mondi Possibili.
Alex Giordano – Ninja Marketing.
Paolo Barucca - Circolo Letterario Wunderkammer, Ass. Cult. “Tavola Rotonda”

L’evento ospiterà al suo interno “Avatar”, esposizione artistica dedicata all’identità di rete nell’ambito della rassegna “(m)ARTE 2.0”.

Durante la conferenza sarà offerto un aperitivo biologico.

Per ulteriori informazioni e per il programma dettagliato:
http://medita2punto0.blogspot.com

Segreteria organizzativa:
+39 347 6877680, icreattivi@libero.it

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Italia… back to 1815!

15 Agosto 2009

Lettera aperta di Claudio Magris alla Gelmini:

Dante e Verga?

Non li voglio.

Mi son de Trieste

Ministro, cambiamo i programmi: «El moroso della Nona» al posto della Divina Commedia

Signor ministro, mi permetto di scriverLe per suggerirLe l’opportunità di ispirare pure la politica del Ministero da Lei diretto, ovvero l’Istruzione — a ogni livello, dalla scuola elementare all’università — e la cultura del nostro Paese, ai criteri che ispirano la proposta della Lega di rivedere l’art. 12 della Costituzione, ridimensionando il Tricolore quale simbolo dell’unità del Paese, affiancandogli bandiere e inni regionali. Programma peraltro moderato, visto che già l’unità regionale assomiglia troppo a quella dell’Italia che si vuole disgregare.

Ci sono le province, i comuni, le città, con i loro gonfaloni e le loro incontaminate identità; ci sono anche i rioni, con le loro osterie e le loro canzonacce, scurrili ma espressione di un’identità ancor più compatta e pura. Penso ad esempio che a Trieste l’Inno di Mameli dovrebbe venir sostituito, anche e soprattutto in occasione di visite ufficiali (ad esempio del presidente del Consiglio o del ministro per la Semplificazione) dall’Inno «No go le ciave del portòn», triestino doc.

Ma bandiere e inni sono soltanto simboli, sia pur importanti, validi solo se esprimo­no un’autentica realtà culturale del Paese. È dunque opportuno che il Ministero da Lei diretto si adoperi per promuovere un’istru­zione e una cultura capaci di creare una ve­ra, compatta, pura, identità locale.

La letteratura dovrebbe ad esempio esse­re insegnata soltanto su base regionale: nel Veneto, Dante, Leopardi, Manzoni, Svevo, Verga devono essere assolutamente sostitui­ti dalla conoscenza approfondita del Moroso de la nona di Giacinto Gallina e questo vale per ogni regione, provincia, comune, frazione e rione. Anche la scienza deve esse­re insegnata secondo questo criterio; l’ope­ra di Galileo, doverosamente obbligatoria nei programmi in vigore in Toscana, deve essere esclusa da quelli vigenti in Lombar­dia e in Sicilia. Tutt’al più la sua fisica potrebbe costituire materia di studio anche in altre regioni, ma debitamente tradotta; ad esempio, a Udine, nel friulano dei miei avi. Le ronde, costituite notoriamente da pro­fondi studiosi di storia locale, potrebbero essere adibite al controllo e alla requisizio­ne dei libri indebitamente presenti in una provincia, ad esempio eventuali esemplari del Cantico delle creature di San Francesco illecitamente infiltrati in una biblioteca sco­lastica di Alessandria o di Caserta.

Per quel che riguarda la Storia dell’Arte, che Michelangelo e Leonardo se lo tengano i maledetti toscani, noi di Trieste cosa c’entriamo con il Giudizio Universale? E per la musica, massimo rispetto per Verdi, Mozart o Wagner, che come gli immigrati vanno bene a casa loro, ma noi ci riconosciamo di più nella Mula de Parenzo, che «ga messo su botega / de tuto la vendeva / fora che bacalà».

Come ho già detto, non solo l’Italia, ma già la regione, la provincia e il comune rappresentano una unità coatta e prevaricatrice, un brutto retaggio dei giacobini e di quei mazziniani, garibaldini e liberali che hanno fatto l’Italia. Bisogna rivalutare il rione, cellula dell’identità. Io, per esempio, sono cresciuto nel rione triestino di Via del Ronco e nel quartiere che lo comprende; perché dovrei leggere Saba, che andava invece sempre in Viale XX Settembre o in Via San Nicolò e oltretutto scriveva in italiano? Neanche Giotti e Marin vanno bene, perché è vero che scrivono in dialetto, ma pretendono di parlare a tutti; cantano l’amore, la fraternità, la luce della sera, l’ombra della morte e non «quel buso in mia contrada»; si rivolgono a tutti — non solo agli italiani, che sarebbe già troppo, ma a tutti. Insomma, so­no rinnegati.

Ma non occorre che indichi a Lei, Signor Ministro, esempi concreti di come meglio distruggere quello che resta dell’unità d’Italia. Finora abbiamo creduto che il senso profondo di quell’unità non fosse in alcuna contraddizione con l’amore altrettanto profondo che ognuno di noi porta alla propria città, al proprio dialetto, parlato ogni giorno ma spontaneamente e senza alcuna posa ideologica che lo falsifica. Proprio chi è profondamente legato alla propria terra natale, alla propria casa, a quel paesaggio in cui da bambino ha scoperto il mondo, si sente profondamente offeso da queste falsificazioni ideologiche che mutilano non solo e non tanto l’Italia, quanto soprattutto i suoi innumerevoli, diversi e incantevoli volti che concorrono a formare la sua realtà. Ci riconoscevamo in quella frase di Dante in cui egli dice che, a furia di bere l’acqua dell’Arno, aveva imparato ad amare fortemente Firenze, aggiungendo però che la nostra patria è il mondo come per i pesci il mare. Sbagliava? Oggi certo sembrano più attuali altri suoi versi: «Ahi serva Italia, di dolore ostello, / nave sanza nocchiere in gran tempesta, / non donna di province, ma bordello!».

Con osservanza

Claudio Magris

Fonte: Corriere della Sera di venerdì 7 agosto 2009

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Risate a Ferragosto ;-)

15 Agosto 2009

leggendo in rete…

SESSO IN DIALETTO di Francesco Pira

Facciamo sesso in dialetto… Ormai tutto fa spettacolo!!!

Si moltiplicano le proposte per l’utilizzo del dialetto: Sanremo, fiction, giornali, radio e tv…E’ un delirio d’agosto!

Una modesta proposta che nessuno ha ancora osato fare. Rientra in questo delirio agostano sull’utilizzo dei dialetti. E attenzione non dico delirio perché non riconosco un valore al dialetto, alle origini, alle tradizioni ed al vincolo che ognuno di noi contrae non soltanto con il territorio dove è nato ma anche con quello dove vive, ma perché mi pare che si stia un po’ esagerando. Fermo restando che fa bene La Padania, giornale della Lega Nord, ad uscire anche in una versione veneta, e fatta salva la proposta del presidente del Consiglio Comunale di Sanremo di dedicare una serata alla canzone in dialetto, considerando la proposta del ministro dell’Agricoltura Zaia di creare delle fiction in dialetto, manca soltanto una efficace proposta per realizzare dei rapporti sessuali in dialetto. Non è difficile capire in cosa concerne questo nuovo impegno che come cantava tempo fa Raffaella Carrà potrà essere realizzato da “Trieste in giù”. In sostanza tutto quando viene pronunciato durante i preliminari, durante il rapporto sessuale (uno o più secondo le capacità di ciascuno) dovrà essere in “lingua originale”. Dobbiamo smetterla con questa abitudine dell’Italietta (tanto per citare Nanni Moretti) di parlare in italiano durante i rapporti sessuali. Ogni italiana o italiano che si porranno a fare sesso dovranno immaginarlo, pensarlo e farlo in dialetto. Ora il problema nasce per i fuorisede. Per esempio un cittadino italiano nato in Sicilia che per ragioni di lavoro si è trasferito al nord come dovrà pronunciare le parole dell’amore? Lo dovrà fare nel dialetto che ha imparato da bambino o in quello acquisito lavorando al nord? Potrebbero esserci dei difetti di comunicazione. E per sopperire a queste eventuali carenze si potrebbero organizzare due strutture : “le Ronde del Piacere” persone preposte ad una notte d’istruzione sui dialetti, e le “scuole di preparazione al sesso in dialetto”. Chi vorrà fare sesso in Italia dovrà fare un test e poi superare un esame di ammissione al sesso in dialetto. Questo si che ci fa sentire un popolo altamente globalizzato. Facendo sesso impareremo tanti nuovi termini, tanti gridolini regionali, scopriremo amplessi territoriali. Avremo anche il federalismo godereccio che è una sana risposta a quello fiscale. Ma in questo modo lavoreremo sempre di più per un accoppiamento regionale. Si ritornerà giorno dopo giorno con successo alla formula “uomini e donne e buoi dei paesi tuoi”. Ci sarà una rivisitazione antropologica del nostro essere individui che amano la loro lingua d’origine. Se non avete, Governanti, idee per questo progetto che si unisce a tutto quanto è stato già proposto avremmo anche un’idea sul titolo “Il Dialetto a Letto”. Pensate cosa sarà tra pochi mesi tornare a casa vedere prima una fiction in dialetto, poi il tg regionale rigorosamente in dialetto, poi una serata di Sanremo in dialetto e dopo fare un po’ di sesso in dialetto. Questa si che è vita! Una vita al servizio del territorio…anche nei momenti intimi… (www.francescopira.it)

Grazie a Linus Blog. Autori: Augusto Rasori e Giorgio Sommacal. 30.07.2009
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Uno Show per l’Abruzzo

7 Giugno 2009

Uno Show per l'Abruzzo Domenica 14 GIUGNO 2009 -  ORE 21.30

GUIDONIA MONTECELIO (RM)
Viale Roma, parcheggio FFSS

UNO SHOW PER L’ABRUZZO è uno spettacolo di beneficenza mirato a raccogliere i fondi necessari per ridare una scuola ai bambini del Comune di Fossa (AQ), acquistando direttamente un prefabbricato in legno ad hoc, dando quindi un aiuto pratico al piccolo comune gravemente colpito dal sisma.

Il “piccolo” progetto prodotto dall’Associazione Culturale LA WEB TV, è nato dopo un incontro sul posto con il Sindaco Luigi Calvisi, che ha accolto positivamente l’idea.
L’evento è organizzato in collaborazione con il Comune di Guidonia Montecelio, l’Unione Commercianti di Guidonia Montecelio, I Centurioni e LB Grafica.

Sul palco messo a punto per l’occasione nel piazzale della stazione di Guidonia, Roberto Ranelli affiancato da Sabrina Capomassi, presenterà gli artisti comici più amati dal pubblico come Alberto Alivernini, Alessandro Serra, Emilio Pitzalis, Fabian Grutt, Francesco Cicchinelli, Gianfranco Phino, Gianfranco Lacchi, Gigi Miseferi, Mauro Bellisario, Miha, Paolo Arcuri,  Pietro Sparacino, Pino La Mura, Sergio Giuffrida, Avio Focolari, Antonio Giuliani e tantissimi altri ospiti a sorpresa. In scena anche La Band Gruppo Philarmonico di Fiano Romano.

La serata è realizzata con la partecipazione completamente gratuita di tutti, artisti e addetti ai lavori.

L’ingresso alla manifestazione avverrà con una LIBERA OFFERTA che sarà depositata all’ingresso, in una teca trasparente custodita dal personale di pubblica sicurezza.

INFOLINE 340.6968769

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INDEPENDENCE NIGHT Drink your addiction

1 Maggio 2009
Independence Night, Genova 22 maggio

Independence Night, Genova 22 maggio

Il 22 maggio a Genova tornano in discoteca gli psicologi che prendono parte al progetto “Gli psicologi contro le stragi del sabato sera”.

Ospitati nel locale La Terrazza, gli ideatori dell’iniziativa – Lino Missio, psicologo e filosofo genovese e Luigi Augusto, titolare del portale www.informatutto.info – insieme ad alcuni personaggi politici e dello spettacolo, presenteranno il progetto alle telecamere dell’emittente La7, per la trasmissione Omnibus.

Il progetto “Gli psicologi contro le stragi del sabato sera” vuole creare un aiuto diverso per i ragazzi del weekend, offrirgli un punto di riferimento nel luogo dove ne hanno più bisogno, mettendo a loro disposizione un team di professionisti nei principali locali notturni e discoteche di Genova e della Liguria.

In uno spazio ad hoc quindi, un gruppo di psicologi, rapportato alla capacità del locale, offrirà gratuitamente il suo intervento. Accanto alle piste e ai vari punti bar, si crea cosi un’area riservata dove i ragazzi potranno trovare aiuto, sfogarsi, chiedere consiglio, parlare delle loro dipendenze da alcool e droghe.
Una sorta di breakpoint che, come nel campo dell’informatica, propone un punto di interruzione, inteso in questo caso, come un’alternativa ai bicchieri di troppo e/o all’abuso di stupefacenti vari, che fanno parte ormai del programma del sabato sera.

La scelta di chiamare le serate Independence Night, Drink your addicition – La notte dell’indipendenza, Bevi la tua dipendenza – vuole essere un messaggio paradossale, come spiegano gli organizzatori, che conserva in sé tutti i presupposti insiti del progetto.
Naturalmente il servizio antidipendenze non può eliminare il problema ma è un punto di partenza, un invito a fare piccole cose che possono aiutare i figli, un segnale da parte anche dei gestori dei locali che dimostrano una grande sensibilità verso i problemi dei giovani.
L’iniziativa è una risposta realizzabile per fare prevenzione alla causa principale degli incidenti stradali. L’occhio attento di un team presente in un locale, può vedere dove intervenire immediatamente, per esempio identificando un gruppo di amici troppo allegri, capire se tra loro c’è qualcuno in grado di guidare o meno.

Il progetto “Gli psicologi contro le stragi del sabato sera”, che può essere sviluppato a livello nazionale, al momento è autofinanziato dai locali aderenti ma conta sul coinvolgimento della Regione Liguria e dei singoli comuni che ne fanno parte.

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Macbeth al Teatro Argentina

17 Aprile 2009

Macbeth

regia di
Gabriele Lavia
in scena al Teatro Argentina di Roma

dal 15 al 29 Aprile
ore 21:00 – giovedi e domenica ore 17:00
4762con
Gabriele Lavia
Giovanna Di Rauso
Maurizio Lombardi
Marco Pietramala
Patrizio Cigliano
Fabrizio Vona
Biagio Forestieri
Daniel Dwerryhouse
Mauro Celaia
Alessandro Parise
Andrea Macaluso
Michele Demaria
Giorgia Sinicorni
Chiara Vegani
Giulia Galiani
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Le visioni di Pasolini di M Apice

17 Aprile 2009

le-visioni-di-pasolini_immagini-di-una-profezia_marzia-apice_webSono felice di comunicarvi che è in uscita il saggio scritto da Marzia Apice, Le visioni di Pasolini, Immagini di una profezia.

Il libro, disponibile nelle librerie e sul sito www.bibliopolis.it, affronta due aspetti chiave – il rapporto tra il sacro e il profano e l’influenza della cultura classica sulla poetica pasoliniana – riscontrabili ad avviso dell’autrice, in alcune importanti pellicole realizzate tra gli anni ‘60 e ‘70 (La ricotta, Il Vangelo secondo Matteo, Edipo Re, Che cosa sono le nuvole?, Teorema, Medea).

Marzia Apice, romana, dopo la laurea al Dams, a partire dal 2003 lavora come giornalista freelance per diverse testate, occupandosi di cultura, arte e spettacolo. Attualmente collabora, tra gli altri, con Mondadori e Baldini Castoldi Dalai ed è responsabile della pagina del cinema del settimanale RomaWeek. Le visioni di Pasolini. Immagini di una profezia, edito da Bibliopolis, è il suo primo libro.

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Terre Sommerse presenta la nuova collana di teatro TST

18 Marzo 2009

Domenica 22 marzo, la nota casa editrice presenta la nuova collana di teatro TST. Alla serata interverranno l’editore Fabio Furnari, la curatrice di collana Daniela Ariano e il compositore Marcello Appignani.
Nell’occasione verranno inoltre presentati il CD dello spettacolo teatrale L’ultima notte di nozze di Marcello Appignani, i libri tratti dai testi teatrali I passi sul ghiaccio e altri corti e L’ultima notte di nozze di Daniela Ariano.

Parte della presentazione sarà proposta con letture sceniche a cura di Gianluca Jacquier, musica con la chitarra di Marcello Appignani e alcuni filmati a cura della compagnia teatrale AlphaDrama.

Domenica 22 Marzo, ore 18.00
SPAZIO MORGANA, Largo de’ Fiorentini, 3 – Roma

INGRESSO LIBERO

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“ProvocazioniPlastiche”

4 Febbraio 2009

PVC, design e arte, nero su bianco.

Tre nomi, un progetto unico e ambizioso. I protagonisti sono Cuadros Roma, distributore dei walltattoos e dei wallprints in vinile che hanno conquistato il mondo, DNABags, la borsa pensata per essere portatrice sana di creatività, capace di raccontare tutto del suo possessore, a partire dalla grafica personalizzabile, e Daniele Bonomo, in arte Gud, affermato autore di graphic novel, giornalista e esperto di fumetti. Insieme, presso il punto vendita Cuadros di via del Governo Vecchio, lanceranno dal 7 febbraio prossimo l’evento ProvocazioniPlastiche. Nel corso del primo giorno, Daniele Bonomo personalizzerà borse e walltattoos, realizzando così opere d’arte capaci di combinare la serialità del supporto plastico con la singolarità del segno estemporaneo.

ProvocazioniPlastiche devolve parte dei ricavati alla ricerca per l’AIL – Associazione contro le Leucemie.

Dal 8 al 28 febbraio 2009

Via del Governo Vecchio 11, Roma

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Origini e misteri della civiltà egizia

4 Febbraio 2009

Black Genesis
Origini e misteri della civiltà egizia

Roma 22 febbraio 2009

La storia dell’antico Egitto potrebbe essere riscritta alla luce di nuove e sensazionali scoperte archeologiche in grado di svelare le vere radici di una delle civiltà più potenti e misteriose del passato.
Acacia Edizioni in collaborazione con l’Associazione Sviluppo Cultura e avvalendosi del contributo dell’equipe del sito web www.ilportaledelmistero.net organizza a Roma, presso la Sala Traiano dell’Hotel Crowne Plaza, un evento straordinario durante il quale sarà possibile approfondire gli aspetti meno conosciuti della sfuggente civiltà egizia.
In esclusiva per l’Italia saranno infatti presentati i risultati di una sorprendente indagine archeologica condotta da un prestigioso team di studiosi tra le sabbie egiziane del Gebel Uwainat e del Gilf Kebir.
La conferenza rappresenta un evento unico nel suo genere sia per la qualità dei  relatori sia per l’importanza dei loro studi. Illuminare le oscure origini degli egizi è un obiettivo che in molti hanno tentato di raggiungere ma oggi i ricercatori sono entrati in possesso di nuovi indizi  e tutto potrebbe cambiare.
Aprirà i lavori Robert Bauval, scrittore di fama internazionale e co-autore insieme ad Adrian Gilbert de Il mistero di Orione, un libro senza precedenti dove Bauval ha spiegato le relazioni tra la posizione delle tre piramidi nella Piana di Giza, in Egitto, e la disposizione delle stelle nella Cintura di Orione, aprendo anche un aspro dibattito tra l’archeologia ufficiale e quella cosiddetta “di frontiera”, sulla discussa funzione dei canali d’areazione presenti nella Grande Piramide di Cheope, ancora non del tutto risolta.
A seguire Robert Schoch, geologo, uno dei primi a studiare la datazione della Sfinge. Secondo Schoch fu costruita in un tempo ancestrale e rappresenterebbe l’importante lascito di una civiltà scomparsa, ipotesi fortemente osteggiata dagli egittologi.
Sarà poi la volta di Thomas Brophy, ex astrofisico della NASA, che studiando le mappe satellitari ha raggiunto fondamentali risultati nell’individuazione dei rapporti tra allineamenti astronomici e i megaliti  di Nabta Playa.
Mahmoud Marai, esploratore e scrittore, avrà invece il compito di presentare le sue scoperte nel misterioso regno di YAM.
Prima delle domande finali del pubblico due interventi d’eccezione; ospiti a Roma saranno infatti Christopher Knight, co-autore insieme a Robert Lomas de Le Chiavi di Hiram, dove gli autori sono riusciti a individuare l’esistenza di uno stesso simbolismo esoterico che venne utilizzato sia dai Faraoni sia da Gesù e suo fratello Giacomo, per essere poi adottato dai Templari i primi massoni contemporanei e via via tramandato sino ai “fratelli” odierni. Infine Alan Butler, autore de La verità sui templari, che tratterà l’avvincente ricostruzione storica, rigorosa e attendibile di un’epoca cruciale che si è macchiata dello sterminio, calcolato e capillare, dei cavalieri dell’Ordine del Tempio, fino all’uccisione di Jacques de Molay, l’ultimo Gran Maestro.

Hotel Crowne Plaza
Via Aurelia Antica, 415 – Roma
Informazioni, 02/90090606
Ingresso €20

locandina